Sanità 

Cade dal balcone e rischia la vita, ora è fuori pericolo: ricostruita l’aorta dopo un intervento eccezionale

La bambina, arrivata in condizioni critiche dopo un grave politrauma, non presenta danni neurologici né deficit motori. Oltre sessanta professionisti hanno lavorato insieme tra Catanzaro e Genova, fino alla complessa operazione eseguita al Gaslini

È ufficialmente fuori pericolo la bambina rimasta gravemente ferita lo scorso aprile dopo una caduta dal balcone a Catanzaro. dal quale la madre si era lanciata insieme ai tre figli. La piccola trasportata d’urgenza a Genova è l’unica sopravvissuta. Il lungo e delicato percorso di cura si è concluso positivamente all’Istituto Giannina Gaslini di Genova, dove la piccola paziente è stata sottoposta a un complesso intervento di ricostruzione dell’aorta toracica. Oggi il flusso nel vaso è stato completamente ripristinato, il polmone sinistro è tornato a espandersi e, soprattutto, non sono stati riscontrati danni neurologici o deficit motori.

Il risultato è stato raggiunto attraverso una collaborazione iniziata già nelle prime ore successive all’incidente tra l’Istituto Gaslini e l’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Nel percorso sono stati coinvolti oltre sessanta professionisti tra medici, infermieri e operatori sanitari, dalla stabilizzazione iniziale fino alla fase cardiochirurgica.

Il quadro clinico appariva fin dall’inizio estremamente grave. La bambina presentava una lesione traumatica dell’aorta toracica, una lacerazione epatica a tutto spessore, importanti contusioni polmonari e un trauma cranico. Le équipe di Catanzaro sono riuscite a stabilizzarla, rendendo possibile il trasferimento in sicurezza verso Genova.

Il viaggio è stato effettuato con un volo sanitario dell’Aeronautica Militare, utilizzando un velivolo configurato come una vera terapia intensiva. Un medico e un’infermiera del Gaslini hanno accompagnato la paziente durante il trasferimento, garantendo il monitoraggio continuo e la prosecuzione delle cure fino all’arrivo nell’ospedale pediatrico genovese.

Una volta al Gaslini, la bambina è stata affidata a un gruppo multidisciplinare che ha seguito l’evoluzione delle numerose lesioni. Nella notte del 30 aprile il peggioramento delle condizioni dell’aorta ha reso indispensabile un intervento d’urgenza, eseguito dall’équipe diretta da Guido Michielon, direttore della Cardiochirurgia dell’istituto.

La lesione, secondo quanto spiegato dal cardiochirurgo, era tra le più gravi possibili. L’aorta risultava completamente interrotta per un tratto di circa quattro centimetri e la continuità del vaso era mantenuta soltanto dallo strato più esterno della parete. Una condizione associata a una mortalità superiore all’80 per cento già nelle prime fasi successive al trauma.

Durante l’operazione l’aorta è stata ricostruita con il supporto dell’ossigenazione extracorporea a membrana, utilizzata per garantire la perfusione degli organi vitali durante l’intera procedura. «Oggi il flusso è completamente ripristinato, il polmone sinistro si è riespanso e la bambina non presenta conseguenze neurologiche o motorie» ha spiegato Guido Michielon. «È il miglior risultato che potessimo ottenere».

Alla gestione della paziente hanno partecipato numerose specialità del Gaslini, tra cui Terapia intensiva, Cardiologia, Cardiochirurgia, Radiologia, Chirurgia, Ortopedia, Fisioterapia e Psicologia. La fase iniziale era stata invece coordinata a Catanzaro dall’équipe guidata da Stefania Faragò, responsabile dell’Anestesia e Rianimazione e della Terapia intensiva dell’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco.

Il momento più sicuro per il trasferimento è stato individuato attraverso il confronto costante tra i professionisti dei due ospedali, insieme a Roberto Formigari, direttore della Cardiologia del Gaslini. «Un trasporto di questo tipo richiede una perfetta integrazione tra équipe diverse» ha sottolineato Andrea Moscatelli, direttore del Dipartimento di Emergenza e Accettazione e della Terapia intensiva dell’istituto genovese.

La vicenda rafforza anche la collaborazione strutturale tra le due aziende sanitarie. È prevista la firma di un nuovo atto aggiuntivo alla convenzione, della durata di tre anni, che consentirà ai chirurghi del Gaslini di recarsi periodicamente a Catanzaro per svolgere attività operatoria e ambulatoriale. L’accordo comprenderà inoltre teleconsulti preoperatori e multidisciplinari, formazione e affiancamento del personale sia in Calabria sia a Genova.

Il progetto dovrebbe essere progressivamente esteso anche alle attività cliniche pediatriche e alla Terapia intensiva pediatrica, con l’obiettivo di consolidare una rete pubblica nella quale i casi trattabili possano essere seguiti vicino al luogo di residenza e soltanto le situazioni più complesse richiedano il trasferimento in un centro altamente specializzato.

«La storia di questa bambina dimostra il valore di una collaborazione costruita nel tempo» ha dichiarato Girolamo Mattioli, direttore del Dipartimento di Scienze chirurgiche del Gaslini e coordinatore delle attività con l’ospedale di Catanzaro. «L’obiettivo è mettere le competenze specialistiche a disposizione dei territori, evitando quando possibile che i bambini e le loro famiglie debbano affrontare lunghi spostamenti».

Il direttore generale del Gaslini Renato Botti ha definito la vicenda un esempio concreto della capacità di integrare competenze, telemedicina, formazione e assistenza diretta. La nuova convenzione, ha spiegato, dovrà rafforzare la presenza dei professionisti genovesi a Catanzaro e costruire équipe sempre più integrate.

Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci e dall’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, che hanno ringraziato tutti i professionisti coinvolti. Per la Regione, l’esito positivo conferma il ruolo del Gaslini come centro di eccellenza pediatrica nazionale e internazionale e dimostra quanto la collaborazione tra istituzioni sanitarie possa fare la differenza nei casi più difficili.

Il direttore generale di Azienda Zero Calabria Gandolfo Miserendino ha sottolineato come accordi di questo tipo possano contribuire a rafforzare la sanità calabrese, favorendo lo scambio di competenze e riducendo progressivamente la necessità di trasferire i pazienti lontano da casa.

Anche la commissaria straordinaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Renato Dulbecco Simona Carbone ha evidenziato il valore strategico della collaborazione, che permetterà di ampliare le opportunità formative per il personale e di offrire ai piccoli pazienti calabresi percorsi assistenziali sempre più qualificati.

Dopo mesi di cure e un intervento ad altissimo rischio, la notizia più importante resta quella attesa dalla famiglia e da tutti i professionisti coinvolti: la bambina è fuori pericolo e potrà proseguire il proprio recupero senza le gravi conseguenze neurologiche e motorie inizialmente temute.


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